19 Giugno 2017

Commedia

Posted in Testi teatrali

Le Alchimiche

Questa è una storia di affetti perduti e di grandi speranze.
Dove si può ridere e poi piangere, per poi ridere ancora.
Ci sono fratelli e sorelle, Dei e una scienza proibita.
C’è voglia, alla fine, di espandere il pensiero.
Correndo sulla strada dei santi e dei briganti.

Personaggi

Giuditta
Paloma Kronekruste
Curcuma
Santina Bebbuzza
Fredo Bebbuzza
Giudecca
Ruh Kronekruste
Teresa…
Krumm
Waldo Etwas
Baldo Etwas
Raldo Etwas
Il Coro

Atto Primo

Scena Prima
Giuditta, Paloma, Curcuma, Santina, Fredo e Il Coro.

Buio.

Voce di Giuditta: alla fine è giunta la morte, di colui che amavamo.
Voce di Tutti: è giunta, si, la morte.
Voce di Giuditta: noi ci rattristiamo.
Voce di Tutti: si, ci rattristiamo.
Voce di Giuditta: povero Ruh il silenzioso.
Voce di Tutti: si, povero Ruh il schh.

Luce. Salone del palazzo di Kronekruste. Ricchezza antica. Una specie di bara al centro. Giuditta entra e subito dopo gli altri: il corteo funebre composto da Paloma, Curcuma, Santina, Fredo, il Coro e poi Giudecca, un po’ distante dagli altri. Si dispongono intorno al feretro dopo una camminata rituale. Santina e Fredo hanno delle candele spente in mano.

Giuditta: Ruh il schh
Tutti: schh.
Giuditta: salutiamo colui che è dipartito…
Paloma: addio, addio, tu che sei dipartito, che forse già sulle nubi stai! Ti abbiamo perso, fratello mio. Ora cammini lassù nel Paradiso con gli Dei! Lassù, tu, Ruh; il Schh.
Tutti: schh.
Curcuma: ti amavamo, si, ti amavamo, ma anche adesso ti amiamo! Ora che sei con gli Dei forti del Paradiso, da lassù inviaci la loro bella morale! Ruh il Schh.
Tutti: schh.

Tutti guardano Fredo che dovrebbe parlare, poi Santina gli da uno scappellotto.

Fredo: (legge da un foglietto) povero Ruh, valoroso e gentile. Morto per cercare l’amore, ma ora hai trovato quello Celeste! Ruh il schh.
Tutti: schh.

La cerimonia va avanti, azioni rituali con candele, etc, Santina e soprattutto Fredo sono un po’ goffi, mentre Il Coro quasi canta da una parte, ripetendo Ruh il schh, Ruh il silenzioso.

Giuditta: (alla fine del quasi canto del Coro) Ruh il Schh, ci mancherai!
Tutti: si.
Giuditta: sei, ahinoi, morto!
Santina e Fredo: (meccanicamente) morto, orto, rto, to, o!
Giuditta: (a Santina e a Fredo) ma che diavolo fate, si può sapere?

La cerimonia si interrompe.

Santina: è l’eco.
Giuditta: che eco?
Santina: tu ci hai chiesto un po’ d’eco e noi te lo abbiamo prodotto. Come pompe funebri, noi facciamo anche l’eco, tu ce lo hai chiesto e noi lo abbiamo prodotto.
Fredo: si, l’eco, co, o. (ride, Santina gli da uno scappellotto)
Santina: zitto, fratello Fredo.
Paloma: ma l’eco si deve sentire nell’anima, capite? Questo è l’eco da fare per mio fratello Ruh, capite? Io vorrei un’eco del cuore, che arrivi a lui e agli Dei che i nostri genitori hanno difeso con le armi! Gli dei Tapio, Rautavaara, Tarja, Turunen e tutti gli altri! E gli dei non sentono un meccanico morto orto rto to o! Voi come pompe funebri ci avete giurato, promesso di saper mettere anche della vera eco nella cerimonia di domani, questa è la prova generale e caspita, basta, basta! Ancora con questo eco meccanico morto orto rto…
Giuditta: (interrompendo) ti prego, Paloma, ci penso io: (a Santina e Fredo) ma che eco è? Vi avevo dato istruzioni precise e…
Paloma: (interrompendo) e poi perché tuo fratello Fredo si scorda l’unica frasetta che deve dire? Su un foglietto l’ha scritta!
Giuditta: Paloma, ti prego…
Santina: (dopo una pausa) non capisco, tu capisci fratello Fredo?
Fredo: (dopo una pausa) hanno detto eco.
Santina: (prima guarda il fratello, poi gli altri) fratello Fredo non mi è d’aiuto.

 

Scena Seconda
Detti personaggi, poi entrano Ruh e Teresa.

Paloma: (costernata) oggi le prove e domani il funerale vero. Glielo aveva detto Giudecca: se entro un anno non avesse fatto ritorno con un amore sbocciato, (entrano Ruh e Teresa) noi avremmo dovuto salutarlo, (indica la bara) l’estremo saluto. Domani scade l’anno ed ecco che…
Giuditta: (si è accorta di Ruh) Paloma! (le indica Ruh)

Tutti guardano Ruh. Pausa.

Paloma: Ruh, tu sei qui! Oddio, diodio, Ruh, fratello, fratello mio! Quale dei nostri dei ti ha aiutato? Il Dio Tapio a sfuggire dai boschi! Striborg col suo vento ti ha portato qui, e sua moglie, la dea Rautavaara, ti ha fatto incontrare lei! Hai trovato una fanciulla: proprio come avevi predetto tu, Giudecca, che sei in contatto con gli dei!
Giudecca: (con gli occhi a mezz’asta) si, come aveva detto la profetessa Giudecca: o l’Amore, o la Morte. (indica Teresa) L’Amore.
Paloma: fratello, Ruh, Ruh! Con una fanciulla! Hai sentito nel tuo cuore Rautavaara, la moglie di Striborg, o forse Saulè ti ha illuminato la strada e ti ha riportato a casa! Tu lo sai, Giudecca chi è stato degli dei?
Giudecca: non saprei, mi dispiace.
Giuditta: (interrompendo) quale e quanta quanta contentezza. Ora dobbiamo cambiare festa, (indica la bara) questa festa non va più bene! Ne serve una allegra!
Paloma: (a Teresa) come ti chiami?
Teresa: Teresa…
Paloma: Teresa…
Santina: (a parte, a Fredo) chi ci paga ora, fratello Fredo?
Fredo: (a parte, a Santina; indicando Paloma e Giuditta) loro.
Santina: ma il funerale non si farà.
Fredo: non lo facciamo, Santina?
Santina: no.
Fredo: e perché?
Santina: il morto è vivo. (Fredo dopo una pausa annuisce senza aver capito)
Santina: (a sé) fratello Fredo non è d’aiuto.
Paloma: e lei è la tua bella, Teresa. Che bel nome, Teresa. Nel viaggio l’hai trovata! Nella strada: quindi dev’esserci lo zampino del Dio Tapio! Vero Ruh, vero, vero. Dimmi Ruh, rompi il silenzio, dicci qualcosa, qualcosa…

Ruh non parla.

Giuditta: stavamo allestendo qui il tuo… ma ora togliamo questo affare (indica la bara), quella vera la stava facendo il falegname, ma ora gli diciamo di farci un tavolino. Ma dicci caro Ruh e…
Paloma: (interrompendo) rompilo il silenzio, si, dai, rompilo, rompilo, rompilo!
Giudecca: forse se taci, Ruh parlerà.
Giuditta: aspetta, Paloma, il Coro aveva preparato un piccolo prologo nel caso in cui Ruh fosse tornato. Prima facciamo recitare il Coro.

Il Coro:
Ruh il schh, Ruh il silente, zitto e mosca Ruh,
senza dire niente,
lacrimava la tristezza della solitudine.
E Giudecca, Giudecca, Giudecca la profetessa
Gli disse: “Viaggia per un anno,
percorri tutta la via
dei santi e dei briganti e là
troverai senz’altro l’Amore,
oppure senz’altro la Morte.
Ma solo se partirai qualche cosa cambierà”.
L’introverso Ruh partì di petto
e ora dopo un anno
eccolo qui, senza la Morte, ma con l’Amore!

Paloma: …con Teresa!
Giuditta: parlaci, Ruh! Ora tocca a te!
Paloma: raccontaci com’è andata! (Ruh tentenna) Almeno tu, Teresa, diccelo tu!
Teresa: io?
Paloma: ma si, ma si!
Teresa: va bene, come volete. Sono un po’ stordita dagli ultimi accadimenti e, ecco, vi dirò… Verso la fine del suo lungo cammino, Ruh è inciampato sulla radice di un albero, un ciliegio. Cadendo la sua faccia si è ritrovata a un palmo dalla mia. Allora si è seduto vicino a me. E abbiamo mangiato ciliegie.
Paloma: e poi Ruh, eh? Vuoi aggiungere dell’altro? No? Si? Aggiungi tu qualcosa, allora, Teresa… perché qui c’è aria di aggiunte!
Teresa: si, è vero… Ecco, beh, ieri Ruh mi ha fatto una lunga dichiarazione d’amore in versi e così Ruh e io ci siamo fidanzati.
Giudecca: davvero? (ironica, a parte) Che meraviglia!
Giuditta: addirittura in versi? Ruh il silenzioso? In versi?

Ruh fa un sorriso.

Paloma: Ruh, dicci qualcosa, caspita e aricaspita! Ma tu non parli mai qui a casa tua, eh? Dopo un anno di viaggio sulla strada dei santi e dei briganti, ecco che ritorni e stai ancora zitto, muto come un pesciolino! E tu che sei nato sotto le stelle del più forte degli Dei, quello che piega l’acciaio! Povero papà e povera mamma dicevano sempre: ma perché non parli se sei nato sotto le stelle del Dio Striborg? A scuola neanche parlavi, t’hanno bocciato tante di quelle volte, sempre scena muta, sempre scena muta, sempre scena muta! E adesso a questa Teresa fai una dichiarazione lunga e in versi, eh mattacchione? In versi in versi in versi! Eh!
Ruh: (dopo una pausa) si.
Curcuma: (colpita) oddio ha parlato! Il Dio è con lui finalmente!
Santina: (con ovvietà) anche io parlo, se debbo dire qualcosa.
Fredo: Ruh ha detto ‘si’, Santina.
Santina: fratello Fredo, ti prego di tacere, nessuno ha chiesto un tuo parere.
Paloma: e dovresti ringraziare Giudecca, la nostra profetessa. E’ lei ad verti augurato l’Amore…
Giudecca: (a parte, cinica) o la Morte…
Paloma: avanti, scimmiottino, fallo, ringraziala, su su! (breve pausa) Su, su, su! (breve pausa) Su, su, su!
Ruh: grazie, Giudecca.
Paloma: (a Ruh e a Teresa, uscendo: buona parte della battuta è detta con i tre fuori scena) venite, venite, vi accompagno a fare un bagno e a rifocillarvi, così intanto Teresa mi racconterai meglio tutte le cose, tutte le cose, tutte tutte tutte… vorrei sapere per esempio da dove vieni, chi sei, sotto la stella di quale Dio sei nata, secondo me sotto l’amore della Dea Ratavaara. E le ciliegie che avete mangiato, che cosa romantica… sulla via dei santi e dei briganti stavavate, vero? Che via lunga, forma un cerchio, un bel cerchio, lo sapete, eh? Io non l’ho mai percorsa, mai mai. A me piace stare qui a casa. Rigoverno un po’, assaggio le pietanze, faccio l’uncinetto. Oddio che bella che sei Teresa, con questi capelli raccolti, proprio come l’effigie di Saulè, la nostra cara Dea solare. Eh, Ruh, proprio una bella ragazza ti sei scelto, eh? Zitto zitto, alla fine, (come fosse una onomatopea) Ruh Ruh Ruh, Ruh Ruh Ruh... (ridacchia).

Paloma, Ruh e Teresa sono usciti.

 

Scena Terza
Detti Curcuma, Giuditta, Santina, Fredo e Giudecca.

Curcuma: povero Ruh, almeno nella bara si sarebbe riposato le orecchie!
Giuditta: Curcuma, non essere cinica. Il cinismo non è da te, non è, non…
Curcuma: Paloma è adorabile, Giuditta, solo che a volte dovrebbe dare il tempo a Ruh di organizzare le idee per parlare. Lui è un perfezionista, cerca sempre le parole giuste e ha bisogno di tempo, e invece Paloma con questo grande impeto vitale lo sovrasta e lo ammutolisce. Sono due anime meravigliose e sono felicissima di rivederli insieme qui a Palazzo. Le mie preghiere agli Dei sono state esaudite, perché gli Dei sono giusti.
Giudecca: (ironica) il tuo bene per loro è encomiabile. Li ameresti anche se ti sputassero addosso.
Curcuma: preferisco non controbattere.
Giudecca: ma no, apriamolo un dialogo fruttuoso.
Curcuma: tu hai quasi fatto morire Ruh, facendogli fare il viaggio che ha fatto…
Giudecca: era una profezia, ho parlato in nome degli Dei!
Curcuma: preferisco non controbattere.
Giuditta: (interrompendo) Santina, Fredo, ascoltate: voi due potete aiutare me e Curcuma ad allestire la festa, a uscir fuori dall’atmosfera del funerale. Va bene?
Pausa.

Santina: non siamo abituati a fare feste senza morti.
Fredo: Santina ha ragione. Si.
Santina: (a Fredo) fratello Fredo, io parlo per me, non mi sottolineare. E che dovremmo fare, signorina Giuditta?
Giuditta: Curcuma vi dirà, c’è fretta, una grandissima fretta!
Giudecca: (a parte, alla sorella) c’è fretta d’andarsene, sorellina.
Giuditta: (a parte, alla sorella) zitta…
Curcuma: venite, onorevoli professori, che vi do i grembiuli.
Fredo: siamo professori, Santina?
Santina: fratello Fredo, ora saremo camerieri, questa ci sfotte.

Escono Curcuma, Santina e Fredo.


Scena Quarta
Dette Giuditta e Giudecca.

Giudecca: Curcuma voleva dirmi che non sono una vera profetessa…
Giuditta: eppure ci hai preso…
Giudecca: se viaggi per un anno a piedi come ha fatto Ruh, con l’unico obiettivo di trovare una fidanzata, la trovi una tizia con cui mangiare ciliegie. E’ matematico. Oppure muori durante il viaggio, è matematico anche questo, dato che Ruh non si può dire che sappia badare a se stesso… anche se è vivo! Di tanto in tanto Curcuma spediva qualcuno dal Palazzo, a cavallo, con soldi o cibo per Ruh… poi negli ultimi tre mesi l’hanno perso di vista e allora si è temuto il peggio. E’ inciampato su una radice di ciliegio, e Pum l’Amore… ma poteva inciampare anche in un baratro! E Pam la Morte.
Giuditta: ad ogni modo Ruh è tornato con l’Amore e tu questo lo avevi predetto.
Giudecca: (ironica) me lo hanno detto gli Dei, tutti insieme, in Coro: Tapio, Rautavaara, Tarja, Turunen, Striborg e Saulè. Gli altri Dei invece, quelli minori, facevano il controcanto. (Pausa, diventa seria) Sorella mia, Giuditta, sei felice davvero per questa famiglia? Per questo palazzo? Per il tuo lavoro?
Giuditta: io amo che gli eventi, belli o brutti, si festeggino a dovere.
Giudecca: a beneficio di cosa?
Giuditta: è il mio lavoro.
Giudecca: sono anni che stiamo qui: facciamo questa festa di fidanzamento e andiamocene.
Giuditta: dove vorresti andare e con quali soldi?
Giudecca: i loro genitori uccisero i nostri, ricordi?
Giuditta: Ruh e Paloma non c’entrano nulla. E poi sono morti tutti ormai, basta, tu ora lavori qui come profetessa. Ruh e Paloma ti credono.
Giudecca: io sono un alchimica.
Giuditta: tu sei una finta profetessa e basta. E dormi e mangi per questo.
Giudecca: Giuditta, tu credi d’aver giudizio, d’esser nel giusto?
Giuditta: io credo che ora ci sarà una festa, d’Amore. Festa n. 5. La n.1 è Natale, n.2 Capodanno… eccetera. Queste sono le mie mansioni.
Giudecca: io vorrei riaprire il nostro laboratorio.
Giuditta: la nostra scienza è stata bandita. I nostri genitori morirono per i loro esperimenti, ricordi?
Giudecca: Giuditta, noi potremmo andarcene ora. Ruh è tornato e tu mi avevi promesso che…
Giuditta: no.
Giudecca: noi abbiamo un laboratorio nel bosco qui vicino, ricordi?
Giuditta: erano altri tempi, ora basta, basta Giudecca. Goditi la festa.
Giudecca: qui nessuno è sano di mente! Paloma e Curcuma che parlano di questi maledetti Dei, della morale divina…
Giuditta: io amo Paloma, amo Ruh e anche Curcuma. Ci hanno accolte.
Giudecca: perché non sanno chi siamo.
Giuditta: è un dettaglio trascurabile.
Giudecca: e nostra sorella? Non la vuoi più ritrovare?
Giuditta: lascia stare Giovanna.
Giudecca: vuoi dimenticarti di tua sorella?
Giuditta: si sarà sistemata, ormai. Lo spero, almeno…
Giudecca: era la più giovane di noi, scappò via disperata… la cercammo per anni…
Giuditta: basta, Giudecca. Ricordarmi queste cose non serve, non serve. C’è una festa ora.
Giudecca: allora dammi la chiave del nostro laboratorio. Ci vado da sola. Prendo la strada dei santi e dei briganti e al terzo salice piangente entro nel bosco. Poi sempre dritto.
Giuditta: no, e nessuno deve sapere che siamo delle alchimiche, Paloma ci caccerebbe via!
Giudecca: Paloma è un insettino, un moschino che non fa altro che parlare!
Giuditta: sei ingiusta, sei esagerata! Ruh si sposerà forse con questa Teresa, magari avranno dei figli…
Giudecca: altri moschini! (fa il rumore di piccole mosche)

Giuditta esce confusa e rapidamente.

Giudecca: spero che accada qualcosa, anche la peggiore, anche un fulmine vorrei, che squarci tutto quanto, che uccida tutti quanti gli Dei e… Giovanna, quanto vorrei abbracciarti. Chissà come sarai diventata, non so se ti riconoscerei dopo tanti anni.
Andiamocene, qui non resisto più a mangiare grazie alle sciocchezze che dico: le profezie di Giudecca… che altro non sono che giudizi su ciò che ragionevolmente potrebbe accadere. Tutte le mie profezie sono così… E la mia è una dote alchimica, una delle tante, studiata nella scienza di cui i miei genitori furono pionieri e… morti… bisogna andare via di qui… mi manca il bosco, la ricerca, l’espansione del pensiero… che meraviglie…

Giudecca esce.

 

Scena Quinta

Entrano Curcuma, Santina e Fredo.
Apparecchiano la sala a festa.
Poi entra Giuditta.

Curcuma: festeggiamo un po’ questo amore. Ruh è cascato addosso a questa Teresa, strani fatti. Le ciliegie. Non mi convince. Prego Tarja di infonderci morale.
Santina: mhh, certo, mhh.
Curcuma: e si è innamorato.
Santina: si, certo.
Fredo: innamorato, certo.
Santina: silenzio, Curcuma parla e non abbisogna di tue sottolineature.
Curcuma: gli amori lampo non mi piacciono… e sapete perché?
Fredo: lo sappiamo?
Santina: non rientra nelle nostre attività, fratello Fredo.
Curcuma: i lampi bruciano, ti bruciano. Ma ora sistemiamo, mentre qualcosa accadrà…
Santina: accadrà la festa, signora Curcuma.
Curcuma: la festa? Quale? La n.7, il fidanzamento, o la n.25?
Santina: 25?

Entra Giuditta.

Giuditta: ora che ci siamo tolti di mezzo la festa n.25, per fortuna, eccoci a ripescare la n.7 dopo anni e anni. Bene. Queste candele andrebbero accese subito.
Fredo: ho i cerini.
Santina: (da uno scappellotto a Fredo, gli prende i cerini) ma non hai l’abilità. (accende le candele).
Giuditta: (a Curcuma) puoi andare a prendere le cibarie?
Curcuma: c’è troppa roba. Mi serve una mano.
Santina: fratello Fredo, saresti così gentile?
Fredo: gentile in cosa?
Santina: gentile con Curcuma. (Fredo sorride e si inchina reverente verso Curcuma. Fa altri gesti reverenti. Santina gli da uno scappellotto) Fratello Fredo non capisce. An-dia-mo in cu-ci-na.

Escono Santina e Fredo.

Giuditta: perché hai quella faccia, Curcuma? C’è la festa n.7.
Curcuma: le cibarie del funerale, le faccio diventare quelle del fidanzamento.
Giuditta: perché sei corrucciata in un giorno di festa? Non sta bene.
Curcuma: non sta bene. Vado ad aiutare Santina e Fredo, sono abituati solo con i morti, loro.
Giuditta: aspetta! Che cos’hai?
Curcuma: (ironica) io non sono profetessa come tua sorella, ma Ruh che torna a casa con una fidanzata… non lo so, non mi convince. Ruh è… io gli voglio bene, ma lui è… così (vuole dire tonto, ma non ci riesce), mi capisci? Io gli spedivo soldi e cibo, Paloma non lo sa e non glielo dire, altrimenti non ce l’avrebbe fatta… poi in questi ultimi tre mesi che l’avevamo perso, io ho pensato il peggio. E quindi incontra questa Teresa… Ruh ha scritto dei versi, prima mi è capitato di leggerne alcuni… sono brutti e anche un po’ sgrammaticati. Quella ragazza invece sembra così… signorile…
Giuditta: non capisco che cosa vuoi dirmi, Curcuma…
Curcuma: che succederà qualcosa, lo sento! Gli Dei mi punzecchiano la mente! E anche Giudecca avrà il suo fardello!
Giuditta: andrà tutto bene. Giudecca pensava che Ruh dovesse viaggiare, cosi che potesse crescere lontano dalla sorella e dal Palazzo.
Curcuma: e da me!
Giuditta: secondo Giudecca avresti dovuto dare più fiducia a Ruh.
Curcuma: lui è come un figlio per me.

Esce Curcuma.


Scena Sesta
Detta Giuditta

Giuditta: ma che potrebbe mai succedere a Ruh? Ormai è a casa, quella Teresa si è innamorata, se no perché sarebbe venuta fin qui? Curcuma esagera... (pausa) Io mi occupavo anche di morti, quando ero alchimica...  se lo sapessi, Curcuma. (prende in mano la borsetta con la chiave del laboratorio) Non proprio di morti morti, ma di quelli che stanno tra il sonno e la morte, che sognano sogni reali… difficile da spiegare… chissà Giovanna che fa, magari si è sposata, oppure… non lo so. (entra piano la musica) I miei genitori andarono oltre la scienza, senza però perderla mai di vista. Morti. (breve pausa) Bene musicisti, che salga la musica!

Sale la musica

 

Scena Settima
Detta Giuditta, poi entrano Curcuma, Santina, Fredo, Il Coro e Giudecca.

Giuditta: le pietanze!

Entrano Curcuma, Santina e Fredo con le pietanze.

Giuditta: che entrino gli invitati!

Entra Il Coro. E Giudecca.

Giuditta: (al coro) dov’è Paloma? (non lo sanno) Tu lo sai Giudecca?
Giudecca: no, stava di là con Ruh e quella Teresa.
Giuditta: che entrino i nuovi fidanzati!

Non entra nessuno.

Giuditta: che entrino i nuovi fidanzati!

Non entra nessuno.

Giuditta: Curcuma, vai a controllare.
Curcuma: ma che succede… Ruh, Paloma…

Curcuma esce.

Fredo: ho paura, Santina.
Santina: non c’è niente da temere.
Fredo: va bene.

Curcuma da fuori: aiuto! Aiuto! I signori non si muovono, oddio!

Tutti si guardano.
Buio.

 

Atto Secondo

Scena Prima
Detti e Curcuma (meno Il Coro). Due corpi distesi.
Poi entrano i qualcosa di Ruh e Paloma

Luce. Ruh e Paloma sono adagiati sotto due lenzuoli, il pubblico ha la pianta dei piedi a favore. Giuditta ne sente il battito.

Curcuma: sono morti? Oddio, Giuditta, sono morti?
Giuditta: non lo sono. Respirano, ma moriranno presto, se non li svegliamo.
Curcuma: che cosa vuoi dire? Svegliamoli!
Giuditta: ferma! Sono stati avvelenati. Ma non sono morti, e neppure dormono.
Giudecca: una dose precisa, solo un alchimico ne conoscerebbe la giusta dose.
Santina: gli alchimici non esistono più.
Fredo: (spaventato) gli alchimici?
Santina: sono morti tutti, stai tranquillo fratello Fredo.
Curcuma: non dormono, non sono morti, che significa?
Giudecca: è uno stato del corpo che io e Giuditta abbiamo studiato a fondo. In passato. Lo abbiamo provato su di noi. Io e Giuditta possiamo andare a prendere le erbe per far tornare indietro Ruh e Paloma. Ma dobbiamo sbrigarci: un giorno, al massimo due, altrimenti moriranno.
Curcuma: voi… siete delle alchimiche!
Giudecca: si. (anche Giuditta, un po’ a fatica, annuisce).
Curcuma: chi siete davvero voi?

Pausa. I qualcosa di Paloma e Ruh entrano in scena. Tutti li osservano stupefatti.

Giudecca: (osservando i qualcosa) in questo stato qualcosa di noi vaga sempre. Ti ricordi Giuditta che vagavamo per i boschi, mentre i nostri corpi erano sul letto, a casa?
Giuditta: si…

Giuditta e Giudecca si prendono per mano, chiudono gli occhi ed entrano in contatto con i qualcosa di Paloma e Ruh, che parlano col pensiero.

Giudecca: si, vi ascoltiamo… Teresa… la via dei santi e dei briganti… Teresa ha rubato una piccola cassa… La sta trasportando… E’ piena d’oro…

Fredo: (sottovoce) l’oro.
Santina: (sottovoce) schh.

Giudecca: l’ha rubato da qui, dal Palazzo… non sapete altro…
Curcuma: quella Teresa, una ladra e assassina… figlia di qualche spirito avverso…
Giuditta: chiedimi pure Paloma… si noi siamo le figlie di chi stava scoprendo cose straordinarie, che avrebbero messo in discussione i vostri Dei.
Giudecca: la vostra salvezza sta in un intruglio che inventarono i nostri genitori.
Giuditta: no, non vi faremo del male. Aiutateci piuttosto, siate voi i nostri custodi. Voi adesso avete le possibilità che si hanno nei sogni. Se staremo per cadere, potrete farci perfino volare. Rimanete fortemente concentrati su di noi e potrete toccarci.

I qualcosa di Ruh e Paloma fanno cenno di si. Sfiorano il viso di Giuditta e Giudecca. Che si lasciano la mano. Riaprono gli occhi. I qualcosa escono.

Giuditta: (a Giudecca) andiamo al laboratorio e da lì sul Monte Etwas.
Giudecca: andiamo.
Curcuma: e noi, qui? Cosa facciamo intanto? Li guardiamo mentre muoiono?
Giuditta: accudite i corpi. Sono vivi. Santina, Fredo, aiutate Curcuma.
Santina: lo faremo, senza problemi.
Fredo: si, staremo attenti.

 

Scena Seconda
Detti Giuditta, Giudecca, Curcuma, Santina, Fredo.

Giuditta e Giudecca si cambiano d’abito, ne indossano uno più adatto al bosco. Si sciolgono i capelli, ridiventano alchimiche. Giudecca ha un borsone con sé.

Curcuma: (incerta) ci avete sempre mentito, quindi. Noi vi abbiamo accolte come amiche del Palazzo e della famiglia. Come i genitori di Paloma e Ruh accolsero me tanti anni fa. Ma io non ho mai mentito loro, io sono stata fedele a loro e agli Dei, pregandoli all’alba e al tramonto; io sono sempre stata Curcuma. Fedele alla dura morale degli Dei. Che non prevedono magie scientifiche! E sono stata quasi una madre per questi ragazzi indifesi, io ho sempre amato questo palazzo come un gatto e amato i miei padroni come un cane fedele.
Giudecca: ora non c’è tempo per parlare.
Giuditta: dobbiamo andare, Curcuma, cercheremo di ritornare entro un giorno.
Curcuma: ditemi qualcosa, alchimiche, dove andate? A fare uno dei vostri prodigi scientifici, qualche miracolo della scienza e offendere gli dei?
Giudecca: a recuperare delle erbe nel nostro laboratorio, che è in un punto del bosco sulla strada dei santi e dei briganti.
Curcuma: cosa?
Giudecca: poi andremo sul monte Etwas a prendere alcune foglie di un suo albero, il Ginko di Montagna. L’unico albero a vivere su una vetta.
Curcuma: cosa? Voi siete le figlie di…
Giudecca: si, ma eravamo tre.
Curcuma: lo so, si. Io non voglio male a nessuno, io ho solo a cuore la morale degli Dei. Fate presto, loro sono la mia famiglia.

Buio.

 

 

Scena Terza
Entra Il Coro

Luce. In questa scena si effettuerà il cambio di scenografia.

Il Coro:
la prima tessera è stata fatta cadere,
e l’effetto si ripercuoterà sull’avvenire.
Nel viaggio si trovano tesori vecchi e nuovi,
ci si stanca nel vento
sui sassi della strada dei santi e dei briganti.
Giuditta e Giudecca, sorelle, stan vicine,
controllano la strada, il passo e il cielo.

Il Coro si fa da parte


Scena Quarta
Detto Coro. Entrano Giuditta e Giudecca.

In viaggio. Nei pressi dell’entrata del bosco. Vento. Giuditta e Giudecca camminano vicine, stanche e animose.

Il Coro:
in questa strada passa il predone e il beone,
il labile e il contabile. Il ladro e il generoso.
Succede che il santo vi aiuti
e che il brigante vi accoppi.
Questa strada di sassi è ventosa
e nel suo vento s’intreccia tutto il sangue
tutto il sangue del mondo.
Quello dei santi e dei briganti.

Esce Il Coro.
Pausa.

Giudecca: il salice piangente, di qua!

Vento, entrano nel bosco.

Giuditta: erano dieci anni che non camminavamo nel nostro bosco.
Giudecca: sono dieci anni che non vediamo Giovanna.
Giuditta: di qua.