19 Giugno 2017

La villa

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Appena si laurearono in medicina, Krone e Kruste iniziarono a cercare moglie.
Si erano accordati: Krone avrebbe sposato un’avvocatessa, Kruste una commercialista
E così Krone sposò Arlia, Kruste sposò Liria e

Appena si laurearono in medicina, Krone e Kruste iniziarono a cercare moglie.
Si erano accordati: Krone avrebbe sposato un’avvocatessa, Kruste una commercialista
E così Krone sposò Arlia, Kruste sposò Liria e

andarono a vivere tutti insieme in una grande casa.
Poi Krone e Kruste cercarono un professore di filosofia per farlo sposare a Menna, un’infermiera.
Trovarono il professor Plofio e combinarono un appuntamento tra lui e l’infermiera. Krone e Kruste li incitarono al matrimonio e dopo poco si sposarono.
L’appartamento divenne troppo piccolo per tutti e sei, quindi comprarono una villa. In questo modo tutti potevano vivere e lavorare insieme: se qualcuno stava male, Krone o Kruste intervenivano; se Krone o Kruste stavano male, l’uno curava l’altro; se qualcuno aveva l’influenza, Menna l’infermiera lo assisteva; se c’erano problemi legali, Arlia li risolveva; per i problemi burocratico-economici, c’era Liria per risolverli. Se qualcosa non aveva senso, il filosofo elargiva verità.
Krone e Kruste avvertivano però una deficienza in quella loro costruzione: la fede.
Divennero amici di un uomo di fede, la stanza degli ospiti diventò un santuario e così ogni giorno veniva celebrato il rito nella villa.
Krone e Kruste iniziarono a essere felici: avevano creato una comunità  funzionale, che credevano inattaccabile…
…ma un giorno Menna l’infermiera si ammalò e Kruste andò a curarla, ma non c’era nessuna infermiera ad assisterla. Menna morì di influenza.
Il professor Plofio iniziò a disperarsi, ma non c’era nessuno a sostenerlo con idee calzanti. Il professor Plofio fu internato in una casa di cura.

Iniziò il cataclisma.

Arlia tralasciò il suo lavoro e iniziò a scrivere aforismi senza punteggiatura. Scrisse anche un libro contro la proprietà privata, sostenendo che tutto era di tutti…  e così un giorno prese dei vestiti senza pagarli e andò in prigione.
Liria, rimasta sola con i due medici, si divise in quattro: commercialista, filosofa, infermiera e avvocatessa. Talmente forte era la voglia di occuparsi di ogni cosa, che un giorno si strappò in quattro e morì.
Infine l’uomo di chiesa divenne Appa, lasciando la cappella deserta…


Da quei giorni terribili Krone e Kruste cercarono di capire il da farsi. Seduti dietro la scrivania del loro studio cominciarono a ragionare:
“La villa, come luogo, va bene. Vero Krone?”
“Assolutamente si. Guardala, è ciò che cercavamo. Forse però non abbiamo pensato a una cosa più importante, ma cosa? Eh, Kruste?”
“Non so. Tutto è cominciato quando Menna è stata male…”
“Nessuno poteva assisterla con la giusta dedizione…”
“Era l’unica infermiera...”
“Se ci fossero state due infermiere, allora l’una avrebbe potuto curare l’altra. Come succede tra me e te, Kruste”
“Krone, Krone! Abbiamo trovato la soluzione! Dobbiamo avere due di tutto! Due infermiere, due avvocatesse e due filosofi”.
“E due commercialiste”.
“Due di tutto!”.
“Anche due uomini di chiesa”.
“Certo!”
“Tutto deve essere Due”.
“Due, sempre Due, perché se ne manca uno, ce ne è un altro!”
“Certo!”
“Due!”
E si abbracciarono.