09 Marzo 2010

Polopo di Mileto

Written by Lorenzo Di Matteo, Posted in Aforismi e Witz

medico e filosofo greco (III-II secolo a.C.)

∼ Chi inspira soltanto ha ansia e diarrea...

∼ Se lo starnuto ti perseguita, invoca Asclepio e uccidi un tasso.

∼ Se ti morde il topo, mangia un gatto e guarirai. Se ti morde un gatto mangia un cane e guarirai. Se ti morde un cane non lo so. Però tu invoca Asclepio.

∼ Nascondersi un fagiolo cotto tra i capelli durante un conato di vomito aiuta la bile a divenire come il mare quando c'è Apollo.

∼ Se dal naso ti esce il rutto non supererai la notte.

∼ Non dire gatto a bocca piena. Atropo ha le forbici agitate.

∼ Se il cielo diventa plumbeo, al tramonto fai un decotto di mentuccia e ponitelo sulla fronte. Invoca Asclepio, recita un ditirambo e vedrai il sole.

∼ Se ti sudano le mani strofinale nella terra e poi bagnale nell'acqua calda. Il fango che si formerà asciugherà tutto il sudore delle mani. Poi risciacqua.

∼ Quando pensi di poter amare una persona che ama già un'altra persona, puoi fare due cose: o dichiari il tuo amore con un ditirambo all'insù, oppure prendi il baffo di un gatto e lo infilzi in un petalo di rosa. Poi prendi il petalo bucato e adagialo nel vento da grande altezza. Quando infine è a terra riprendilo e fai in modo che la persona amata lo tocchi.

∼ Se l'anima è corrotta armati contro la concupiscenza e vai all'oracolo d'Apollo e offrigli una gallina. Quando arrivi là con un morso staccagli la testa e bevi solo il sangue che schizza fuori.

∼ Detergiti i piedi nel fiume se prima hanno calpestato un luogo dalla pianta pentagonale. Solo quadrati, rettangoli e cerchi sollazzano il piede, la gamba, il busto, le braccia, gli occhi e l'anima. E questo si racconta da tempo nelle poleis tutte attorno.

∼ Se hai dell'aria nel basso ventre, non trattenerla; altrimenti si spargerà nel corpo come vento dell'Ade.

∼ Gli dei ci guardano agire, ma solo il Destino sa della nostra appendicite.

∼ Per i dolori mestruali dormi con la testa a nord, i piedi a sud e le braccia con le palme delle mani aperte a est e a ovest. In questo modo la zona dolorante sarà al centro, ristabilendo così la posizione del sole che scalda e aiuta. Se questo non ti aiuta, l'unico motivo è un tuo sgarro a Demetra.

∼ Il muco nasale è espulso come i denti da latte: è il cervello da latte. Chi ha poco muco non potrà mai leggere Aristotile.

∼ Se sei un insegnante e hai degli scolari indisciplinati, collerici e in preda alla mania spastica di Dioniso non ti potrà aiutare nessuno. Se non una saetta di Zeus che li uccida tutti. Ma tu, nell'attesa, intanto spalmati di olio di merluzzo. Il puzzo li disorienterà e loro non ti picchieranno." (Consiglio di Polopo all'amico Liubeo d'Atene che insegnava ai barbari)

∼ Se ti accade qualcosa di improvviso che ti procura diarrea nessun tappo la conterrà. Munisciti di foglie di fico e cerca di evacuare prima del tramonto.

∼ Chiedi di tutto a un innamorato, ma mai le tabelline. Egli ne soffrirà.

∼ Durante i pasti bevi sempre acqua, ma un pò usala anche per lavartici. Ma non subito dopo i pasti. Altrimenti interverrà, come è stato tessuto, Atropo.

∼ Se il fragore del tuono del cielo ha colpito il tuo corpo, quest'ultimo tremerà forte finché sarà necessario. E tu non negare la presenza di quel tremito, altrimenti ti dimenticherai del cielo.

∼ Se le spalle e la schiena sono rigide, allora impara a piangere: le lacrime sciolgono.

∼ Le stelle guidano il viandante, ma solo perché costui [delle stelle] ha alcuni atomi simili.

∼ Le stelle esistono solo perché furono messe in cielo, così come la tavola imbandita è tale perché lo fu da qualcuno.

∼ Le stelle sono fisse perché non hanno motivo di muoversi.

∼ Le stelle sono grandi quanto un pugno o anche come una noce.

∼ Aristotile è comprensibile solo da un aristotelico. Io lo sono un po’ e dunque lo comprendo un po’.

∼ A volte bisogna solo tacere.

∼ Se hai fame e non hai cibo, non lo potrai creare dal fango.

∼ Niente è solo il malvagio che non porge la mano.

∼ A volte nel bozzolo lo scarafaggio aspetta di diventare farfalla. Ma Dio non lo volle.∼

About the Author

Lorenzo Di Matteo

Lorenzo Di Matteo

Artista della parola